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I Programmi sono finalizzati a realizzare gli scopi generali della Fondazione:

  • la realizzazione di attività di ricerca, anche in collaborazione con istituzioni nazionali e internazionali, sulle questioni relative alla sicurezza, alla sviluppo e alla pace;
  • l’attuazione e la promozione di iniziative atte a divulgare i risultati delle ricerche effettuate.

A tal proposito la Fondazione sviluppa un programma di ricerca triennale, proposto dal Consiglio scientifico, tra i cui membri annovera il prof. Umberto Allegretti, dell’Università di Firenze; la prof. Lorenza Carlassare, dell’Università di Padova; il prof. Gianni Antonio Danieli, dell’Università di Padova; il prof. Ignazio Musu, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Attorno alle linee di ricerca indicate dal Consiglio Scientifico lavorano diversi gruppi di ricerca secondo metodologie e tempistiche decise dal gruppo stesso.

La ricerca si è fino ad ora incentrata sulle seguenti aree tematiche:

  • il controllo, la riduzione e la conversione degli armamenti e dei sistemi di difesa: in particolare, il riorientamento del dispositivo NATO anche nel contesto dell’allargamento ai Paesi dell’Est;
  • i requisiti minimi di democrazia che gli Stati devono garantire per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali;
  • il concetto di pace tra teologia e cultura: gli orientamenti delle grandi religioni, in particolare dell’islamismo e del buddismo, attorno al tema della pace;
  • la gestione e la prevenzione dei conflitti, con particolare attenzione ai conflitti sulle sponde del Mediterraneo;
  • il ruolo della memoria nella costruzione della pace e nel processo di integrazione europea.

Un tema su cui l’attività di ricerca della Fondazione dovra’ nuovamente  concentrarsi concerne le garanzie di accesso alle risorse naturali, partendo dal problema dell’accesso all’acqua per poi giungere a trattare del problema del clima sostenibile.

Il 19 dicembre 2018 e’ stato istituito il gruppo di ricerca “La difesa del patrimonio e delle identità/differenze culturali in caso di conflitto armato”. Il Gruppo di ricerca intende approfondire, secondo prospettive disciplinari differenti, la rilevanza del patrimonio culturale, tangibile ed intangibile, nei conflitti aventi o meno carattere internazionale, con particolare attenzione alla situazione creatasi dopo la caduta del muro di Berlino con la ripresa spinta di elementi identitari da parte di gruppi, comunità portatrici di tradizioni e specificità (talvolta reali, talvolta prodottesi come effetto collaterale di fenomeni di c.d. etnogenesi e/o etnomimesi). Verranno in evidenza quindi le questioni legate e alla protezione e salvaguardia e, di converso, alla distruzione e al saccheggio; ma pure alla ricostruzione, al recupero (anche materico) e alla restituzione (ivi compresa la soluzione dei profili proprietari rispetto a beni trafugati). Verranno in evidenza, inevitabilmente, anche i profili identitari che caratterizzano gli esodi del presente momento storico provocati da conflitti armati.

Al fine di rendere disponibili, non solo alla comunità scientifica ma anche ad un pubblico più vasto i risultati delle ricerche condotte, per sviluppare un dibattito ad una maggiore consapevolezza attorno a problemi di grande rilievo sociale, la Fondazione ha organizzato una serie di Convegni, anche di carattere internazionale.

 
 
 
 
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